La risposta di Andrea Strozzi al consigliere di Stato partente Marco Borradori


http://www.tio.ch/News/731056/Caso-Columberg-il-figlio-risponde-a-Borradori/

La  risposta a Marco Borradori  che Andrea Strozzi ha fatto pubblicare come lettera aperta sui media pone tre domande al direttore del DT, domande alle quali il candidato sindaco alla città di Lugano non risponderà, come non ha risposto alla prima richiesta di andare a testimoniare davanti alla Procura.

L’Associazione Ponterosso si pronuncerà prossimamente sull’intera storia con un documento che metterà in evidenza chiaramente le responsabilità politiche  del signor Borradori e dei suoi collaboratori. Ed i motivi del comportamento inaccettabile del Procuratore Nicola Respini nel rifiutare di far testimoniare il responsabile politico da 18 anni a capo del Dipartimento del Territorio della Repubblica e Cantone  del Ticino.

Se la legge è uguale per tutti, ma alcuni sono più uguali degli altri , vedremo di chiarire perché questo Paese  ha una  Giustizia che calpesta il diritto, ignorando la legge,  quando si tratta di toccare le responsabilità della Nomenclatura.

laura-11.jpgLaura Columberg

Ariano CortiAriano Corti

5 documenti per alcune domande a Marco Borradori


Torniamo a documentare i fatti relativi alla morte di Laura Columberg  la sera del 3 ottobre 2006, travolta sulla strada cantonale al Ponte Rosso di Biasca da una frana generata dal Riale Vallone.

Pubblichiamo 5  documenti che saranno oggetto di domande da rivolgere al consigliere di Stato Marco Borradori ( qualora decidesse di presentarsi spontaneamente a testimoniare ) , il quale  si appresta a lasciare il suo  posto di responsabile del Dipartimento del Territorio per candidarsi a sindaco di Lugano,  senza aver mai detto ufficialmente nulla sui fatti oggetto della causa in corso, avvenuti durante il periodo dei 16 anni della sua direzione politica del Dipartimento del Territorio ( DT ).

La risposta di Marco Borradori ad Andrea Strozzi . L’arte del depistaggio.


Marco Borradori  ha risposto ad  Andrea Strozzi, il figlio di Laura Columberg che in una lettera aperta diffusa dai media in rete ( vedi lettera aperta a Borradori  )gli chiedeva di presentarsi davanti alla Procura come testimone ed a

“indicare chi tra i suoi collaboratori ha seguito ed impostato gli interventi/non-interventi e sulla base di quali disposizioni interne questi sono stati decisi e da chi : nessuno finora ha risposto a tali domande e nessuno meglio del capo del Dipartimento del territorio potrà rispondervi”

La richiesta era chiara ed era rivolta alla persona dell’avvocato Borradori ,  il  quale ( dopo  quasi 18  anni  quale responsabile del Dipartimento del Territorio  ) non si è mai pronunciato nel merito di quanto è stato deciso, grazie anche alla sua firma,  con lettera 18 dicembre 1996 , quando  il Dipartimento del Territorio  rifiutò di costruire la vasca di contenimento dei materiali sul riale Vallone con l’argomento che ” la sottostante strada cantonale non rappresenta un bene tale da giustificare progetti di più ampia portata ” . Quest’opera, se realizzata allora, avrebbe evitato la morte di Laura Columberg il 3 ottobre 2006  al Ponte Rosso di Biasca. Questa stessa opera è stata finalmente costruita nel 2008 ,  12 anni dopo essere stata rifiutata dal  Dipartimento del Territorio, riconoscendo che deve servire a : 1) impedire la formazione di una serra sul Brenno  e 2) garantire la sicurezza per gli utenti della strada che quotidianamente passano in quell’unico punto di accesso alla valle di Blenio.

Laura Columberg, vittima dell’alluvione 2006 

laura-11.jpg

Ariano Corti vittima dell’alluvione 1993Ariano Corti

Nel dare notizia ai media del contenuto della risposta Borradori 21.03.2013 ,

l’Associazione Ponterosso si riserva di prendere posizione  nel merito e nel dettaglio di questo testo.

Perché  non solo NON  risponde  a quanto chiesto dal figlio di Laura Columberg,

ma si prefigge per l’ennesima volta di confondere le carte di fronte all’opinione pubblica.

Infatti la lettera di Borradori e Pettinari (???) invoca – per giustificare il rifiuto di Marco Borradori a testimoniare – il principio della separazione dei poteri, come se Andrea Strozzi  avesse chiesto al Consigliere di Stato di intervenire SULLA Procura. Un falso clamoroso e intenzionale, messo in campo per depistare, spostando l’attenzione su un problema che non esiste, rispetto a quanto chiesto dal figlio di Laura Columberg.

Nel preannunciare una presa di posizione che sarà inviata anche alla Magistratura, ricordiamo che  l’Associazione Ponterosso  si batte dal 2007 per rendere noti e documentare i fatti 1993 – 2006 , che erano stati anche riassunti in una lettera sottoposta al PG John Noseda, del 28.06.2011 per segnalare il comportamento anomalo del procuratore Nicola Respini.

Qualcosa si muove nel Bel Ticino ?


I giornalisti Marco Bazzi e Andrea Leoni sul loro sito www.liberatv.ch hanno deciso di provare a smuovere le acque stagnanti della Repubblica ticinese. In un intervento redazionale su

http://www.liberatv.ch/cms/articolo/12618/frontalieri-e-salari-%E2%80%9Ccinesi%E2%80%9D-%C3%A8-arrivato-il-momento-di-ribellarsi/index.html#comment-1341

scoprono che la situazione di dumping salariale esistente da noi grazie all’ uso padronale dei frontalieri con salari “cinesi” è diventata insostenibile, e invitano a “ribellarsi”.

Invitiamo a seguire il dibattito, ricordando però  ai lettori che in questo momento siamo in piena campagna elettorale per la conquista del Palazzo d’Inverno di Lugano , e che uno dei pretendenti al posto di sindaco si chiama Marco Borradori,(  di cui ci occupiamo a proposito dei fatti al Ponte Rosso del 2006 )  , un leghista soft , finora Consigliere di Stato per la Lega dei Ticinesi nel governo cantonale ( dal 1995 ). Il suo slogan attuale è “è ora“, cui  noi aggiungeremmo volentieri nel nostro dialetto “da dagan om tai”.

 

Segnaliamo pure in questo contesto una iniziativa che sembra nascere dall’esigenza dei giovani ticinesi di far sentire una timida voce a proposito di un  futuro preoccupante. Vedere www.1000postidilavoro.wordpress.com .

 

Una lettera aperta al consigliere di Stato Marco Borradori sul caso Ponte Rosso


Il figlio di Laura Columberg. Andrea Strozzi, ha indirizzato una lettera aperta a Marco Borradori, il consigliere di Stato in carica dal 1996 e firmatario della lettera 18.12.1996 in cui il DT si opponeva al progetto di creare un’opera di premunizione sul Riale Vallone a Biasca, in zona Ponte Rosso. Borradori viene invitato a presentarsi come testimone davanti alla Procura, visti finora i vani tentativi fatti dal legale avvocato Emanuele Verda  di ottenere dal Procuratore Nicola Respini questa testimonianza del consigliere di Stato.

 

La lettera aperta di Andrea Strozzi a Marco Borradori  è visibile qui di seguito:lettera aperta a Borradori

Ponte Rosso, la Procura sotto accusa


Dopo la decisione del PP Respini di chiudere l’inchiesta con un secondo nulla di fatto, il legale avvocato Emanuele Verda invia oggi una nuova Istanza per chiedere  nuovamente

a) che sia finalmente affrontato anche il reato di inondazione e franamento finora ignorato dal PP  ,

b) che sia interrogato l’ing. Carlo Mariotta ( quale imputato ) e sentito quale testimone il Consigliere di Stato Marco Borradori per la sua funzione di  responsabile politico dei fatti del 1996, quando firmò la lettera in cui si decideva di non costruire l’opera di premunizione sul riale Vallone.

Inoltre, l’avvocato  Verda ha inoltrato un ricorso alla Corte dei reclami penali in cui chiede che il PP Respini sia censurato per violazione del diritto, accertamento inesattodenegata giustizia, considerate le sue ripetute omissioni di indagare su fatti rilevanti e comprovati.

I documenti solo leggibili integralmente qui

Reclamo alla Corte dei reclami penali   doc20130219101502

Istanza probatoria a PP Respini  doc20130215173618

Ancora sul silenzio del procuratore Nicola Respini nella causa per la morte di Laura Columberg


Siamo esterefatti: nel caso della morte di Laura Columberg ( 3 ottobre 2006 ) ( v. www.ponterosso.ch per la ricostruzione dei fatti ) , dopo più di un anno di silenzio e di inattività il Procuratore Pubblico capo Nicola Respini ancora non ha preso alcuna decisione, e non ha dato alcuna risposta all’avvocato Emanuele Verda che ha chiesto ( il 21 marzo 2012 )  di poter interrogare come imputato l’ex responsabile della Divisione delle Costruzioni del DT ing. Carlo Mariotta  ( v. http://www.piarc.org/en/Technical-Committees-World-Road-Association/#tab-s303bKVab1 ) ,  e di poter sentire finalmente come testimone il consigiere di Stato Marco Borradori, responsabile politico del Dipartimento del Territorio già all’epoca dei fatti contestati ( dicembre 1996 ) in cui fu deciso di non realizzare la protezione della strada cantonale al Ponte Rosso di Biasca. 

Ci chiediamo : che cosa sta succedendo alla Procura Pubblica ? Perché il responsabile della Procura avv. John Noseda tace da più di un anno sulla nostra richiesta di intervento che abbiamo esposto in un rapporto documentato a lui personalmente diretto ?  Perché la Giustizia del Cantone Ticino ,  in un caso in cui sono stati denunciate omissioni ed errori  provati da parte di responsabili dello Stato , all’origine della morte di una persona,  permette che si continui a perdere tempo per arrivare alla prescrizione del reato ?  Quale considerazioni  dobbiamo trarre da tali comportamenti  per la condizione dello stato di diritto nel nostro  Paese ?

Abbiamo finora rispettato le regole della procedura giudiziaria in una causa civile o penale. Non abbiamo reso pubblici tutti i documenti di cui siamo in possesso, confidando nella correttezza dei responsabili alla Procura. A questo punto ci domandiamo se sia giusto continuare a  farlo.

Il caso dei “rustici” nella Repubblica ticinese. I paradossi giuridici di una pratica costante di illegalità istituzionali.(1)


DOC.1 ) Il FATTO

Settembre 2010 , Alpe di Scengio in val Pontirone ( comune di Biasca , Alto Ticino ): ordine di demolizione di un rustico riattato.

Si veda il sito del Comitato  “Cascine e stalle ” costituitosi per opporsi a questa demolizione. Clicca qui.

Un fatto emblematico,  che sta diventando una cartina di tornasole per l’intera situazione della Repubblica e  Cantone Ticino ( v.  Dipartimento del Territorio . Ufficio delle domande di costruzione Piani di utilizzazione cantonale ( PUC  ) ) a proposito delle riattazioni “abusive” in una situazione di ” vuoto giuridico” e di permessi di edificazione concessi con criteri “volatili” e discriminatori.

La domanda

Perché Biasca e la Valle  Pontirone non accettano di  essere utilizzati come un capro espiatorio per 30 anni di illegalità in tutto il territorio alpino del Cantone Ticino , dopo aver visto , dagli anni Sessanta ad oggi,  i “rustici”  ticinesi ( cascine e stalle ) diventare oggetto di interessante business per qualcun altro ?

Guardate il filmato della TSI ( Televisione della Svizzera italiana )
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DOC. 2 ) Il FEDERALISMO SVIZZERO  e le sue ricadute sull’argomento “Rustici”.

Gli effetti devastanti  di un ” pensiero unico”  applicato a realtà sociali diverse.

DOCUMENTO  no. 1

21.6.2007  Una interpellanza del consiglere nazionale ticinese  Fabio Abate (PLR) ( cofirmatario Attilio Bignasca (Lega )  e la risposta del Consiglio Federale . Vedi in  https://ponterossonews.wordpress.com/interpellanza-del-consigliere-nazionale-claudio-abate-plr-cofirmatario-attilio-bignasca-lega-dei-ticinesi/

( a seguire )

Visitate il nostro sito web


www.ponterosso.ch

Una sintesi dei problemi legati ad una gestione pubblica fallimentare della protezione dai pericoli naturali.  La storia delle ragioni che hanno portato a 2 morti evitabili  in 13 anni , a causa di scelte avventuristiche  operate dalle autorità cantonali ( Dip. del Territorio ) in nome del “risparmismo” . Una storia che ha portato ad una denuncia penale contro lo Stato del Cantone Ticino, tuttora in corso.

La nostra associazione attenderà una decisione finale da parte della Procura prima di pubblicare i documenti in proprio possesso, parte dei quali sono citati nella ricostruzione storica che trovate nel sito.

La storia del dibattito sull’inceneritore di Giubiasco: sul portale INFOPINO e il sito OKKIO


 

Per rilanciare l’attenzione sulla necessità di una informazione rinnovata, in rete e non, a proposito della pericolosità dell’ inquinamento prodotto dall’inceneritore di Giubiasco, vi invitiamo a rivedere il dibattito che si era sviluppato sul portale web INFOPINO. ( www.infopino.ch ) e sul sito OKKIO (www.okkio.ch )

Andate su :

http://search.autocompletepro.com/searchresults.aspx?adsenseFill=false&useAdwords=false&cl=1&sitesearch=infopino.ch&q=giubiasco inceneritore&si=3104&cc=CH&p=1

e poi su

www.okkio.ch