Una “stupefacente” premura


Il Procuratore Generale  John N oseda  non si pronuncia sulle irregolarità  procedurali del procuratore Nicola Respini ma ci fa sapere che la legge nella Repubblica e Cantone del Ticino gli permette  di essere primo cugino di un possibile imputato in una causa penale da lui diretta.  Ne prendiamo atto e lo ringraziamo per avercelo comunicato, ma dobbiamo rispondere che noi avevamo chiesto altro.

Ci preme infatti far notare che nessuno finora ( all’interno della causa per la morte di Laura Columberg )  ha mai  indicato quale possibile imputato il sig. Renzo Respini, ex Consigliere di Stato ( direttore del Dipartimento del Territorio )  nell’ ottobre 1993 , quando la morte del sig. Ariano Corti ( annegato in casa sua per la rottura degli argini del Brenno a Biasca ) era stata attribuita ad un infarto malgrado l’autopsia dicesse il contrario , e  la notizia della sua morte era stata fatta sparire dal documentario FAX della  TSI, a seguito proprio di alcune dichiarazioni pubbliche  del detto consigliere di stato ed alla disponibilità di alcuni collaboratori televisivi.

Ci siamo quindi  meravigliati per   la  premura del PG Noseda nel farci sapere che i due cugini Respini ( Renzo e Nicola ) possono benissimo stare dentro la stessa causa penale , uno come possibile imputato, l’altro come procuratore responsabile dell’indagine, senza che questo entri in contraddizione con la legge, anche se nessuno ha mai detto questo.  Comprendiamo bene tuttavia come sia possibile che egli  si sia preoccupato di richiamare a noi la lettera della legge per farci sapere che il Procuratore Nicola Respini non potrebbe essere ricusato con un tale argomento.

Mentre facciamo  gli auguri di buon anno al PG  John Noseda ( sperando che egli non ce ne voglia  per il nostro stupore )  vogliamo far sapere ai nostri lettori che aspetteremo di leggere le motivazioni del procuratore Nicola Respini per la chiusura del procedimento per la morte di Laura Columberg con un decreto di abbandono prima di prendere posizione pubblicamente sull’intera vicenda.

Se il  2013 ci riserverà qualche sorpresa in questo caso , lo sapremo solo a febbraio.

 BUON ANNO A TUTTI !

lettera Noseda in risposta alla ns seconda 2012

Il dopo Vajont: lo scandalo del trattamento riservato ai superstiti e dei soldi finiti agli speculatori


Il dopo Vajont è stato ancora  peggio della tragedia del 9 ottobre 1963. Questa storia è stata ricostruita dalla giornalista Lucia Vastano nel libro “Vajont. L’onda lunga” , Editrice Ponte alle Grazie

 Una trasmissione de “LE IENE” nel 2007 aveva ripercorso alcuni  momenti del dopo Vajont, intervistando diversi sopravvissuti ( fra cui Mario Pozzobon, ed il sindaco di Erto ). La riproponiamo qui.

http://www.youtube.com/watch?v=mWaJIDcO6jM&feature=player_embedded#!

Un esempio storico illuminante: l’atteggiamento della stampa italiana dopo i fatti del Vajont


Il ruolo della giornalista Tina Merlin  nel denunciare i responsabili della catastrofe del Vajont , ricordato in una pagina dell’Associazione culturale Tina Merlin. E il comportamento da “pompiere” della grande stampa italiana che cercò di nascondere i fatti, anche attraverso i “grandi giornalisti” come Indro Montanelli.

Collegatevi a:

http://www.tinamerlin.it/Pubblicazioni/Anniversar_6-22.aspx