Alluvione in Veneto ( 3 )


Questa analisi di quanto è successo in Veneto è una dimostrazione   di come all’origine di molte catastrofi odierne, ci sia lo sviluppo incontrollato di urbanizzazione e attività produttive. Questo tipo di informazione va fatta circolare affinché vi sia una presa di coscienza  capace di impedire alle amministrazioni pubbliche di comportarsi in questo modo. Ma questo basterà ad evitare le “catastrofi naturali ” ?

Che cosa sono i “pericoli naturali” ?


Il sito svizzero Planat.ch elenca e descrive caratteristiche e comportamenti dei diversi pericoli definibili come “naturali” , in quanto legati  alle caratteristiche idrogeologiche del territorio, al regime di precipitazioni e temperature, ecc.
La domanda che ci poniamo è : che cosa c’è  di “naturalenelle “alluvioni” quando queste dipendono ( per i danni che possono provocare ) dal tipo di intervento che l’uomo ha operato sul territorio, oppure dalle opere di premunizione non realizzate per tempo ? 
 In questi casi, la parola “naturale” tende a  oscurare il fatto che, mentre  da un lato siamo in grado di prevedere molti di questi pericoli proprio studiando il territorio e , correlando le conoscenze scientifiche in campi diversi, possiamo intervenire preventivamente per evitare gli effetti devastanti dei  “pericoli”; dall’altro lato siamo confrontati con sistemi amministrativi e politici pubblici  che funzionano a “velocità ridotta” rispetto alle necessità di intervento con le opere di premunizione o, in molti casi, ignorando le indicazioni che ci vengono dalle “scienze del territorio” .  Ragione per cui il concetto  di “naturale” viene spesso utilizzato a livello “politico” per giustificare l’imprevedibilità degli eventi catastrofici, e quindi i mancati interventi preventivi.